BorgWarner smantella, sciopero a Elmas

Un altro piccolo pezzo di industria rischia di chiudere mandando all’aria quindici posti di lavoro e un’attività che potrebbe avere mercato e futuro: succede nella zona industriale di Elmas, dove ha sede uno dei due stabilimenti della BorgWarner Orsenigo (l’altro è vicino a Como) che produce componenti elettronici per il settore automotive. E dove per domani è stato proclamato uno sciopero di otto ore dalla Fiom Cgil.

Le ragioni sono legate all’avvio della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda per entrambi gli stabilimenti, 96 lavoratori e lavoratrici di cui 15 in Sardegna. La procedura fa seguito alla messa in liquidazione annunciata dalla BorgWarner Orsenigo in agosto. Una delocalizzazione mascherata secondo il sindacato, che chiede l’immediato ritiro dei licenziamenti, la salvaguardia di tutte le professionalità con l’eventuale attivazione di strumenti di cassa integrazione per ragionare, insieme anche a Regione e Ministero, di come preservare l’attività produttiva.

Le ragioni ufficiali della messa in liquidazione sarebbero legate a una crisi finanziaria che, per la Fiom Cgil di Cagliari, non è per nulla credibile. “Qui si rischia di assistere a un film già visto – ha detto Francesco Suella della Fiom Cagliari – perché la verità è che la BorgWarner sta potenziando le produzioni in altri centri sparsi in Europa, ad esempio in Polonia, e lo dimostra anche il fatto che negli ultimi tempi è accaduto che alcuni progetti sviluppati in Italia, a distanza di pochi giorni dalla presentazione ai clienti, venissero improvvisamente spostati fuori dall’Italia”.

Domani intanto, si svolgerà il primo confronto con l’azienda nel quale si avrà più chiarezza sulle sue reali intenzioni. Quel che è certo è che la Fiom non accetterà i licenziamenti: “Si tratta di una scelta unilaterale – ha detto Francesco Suella – che noi respingeremo con tutte le azioni di protesta possibili, a partire dallo sciopero che abbiamo proclamato, non a caso, nel giorno dell’incontro”.

Venerdì è prevista l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici per discutere delle azioni da intraprendere. L’appello della Fiom va anche alle istituzioni locali, affinché sostengano la vertenza e si facciano carico di interloquire con l’azienda per far sì che siano immediatamente bloccati i licenziamenti.

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